Chimbote dai nostri occhi

Dopo vari resoconti su quel che facciamo qui, ora vogliamo provare a raccontarvi quel che ci sorprende di questo posto provando a pennellare tratti di questa cultura così apparentemente diversa dalla nostra, dove l’acqua del lavandino scende facendo il giro al contrario, dove le persone si salutano con un solo bacio sulla guancia destra, dove si incomincia a contare partendo dal mignolo … insomma un posto dell’altro emisfero! Anche se per certe cose sembra di essere tornati indietro nel tempo, precisamente al tempo dei nostri nonni (sulla sierra invece dicono sia il tempo dei nonni dei nonni dei nostri nonni!), ci sono delle cose che ci colpiscono ancora. 

A Chimbote (in Perù, nell’America Latina o forse ogni paese povero del mondo) mancano le mezze misure: o poveri o ricchi, con il fuoristrada o in taxi, con una casa di mattoni (di terra o di cemento) o di paglia, o sei un bambino o sei vecchio, nel senso che i bambini sono fisicamente molto poco sviluppati (anche per la malnutrizione) e gli adulti, invece, che dimostrano 10, 20 anni in più della loro età. C’è chiaramente chi riesce ad avere qualche soldo per sopravvivere (la paga base sono 20 soles al giorno, circa 5 euro), chi ha una moto o un carretto con l’asino, una casa con la facciata di mattoni e dentro pareti e tetto di paglia e chi, nonostante tutte le difficoltà del vivere qua, tenta di essere quello che è: bambino, adulto o anziano che sia.

 

Salute: il motto è o paghi o non ti curo. Entrare in ospedale per fare un’operazione è un po’ come andare a fare la spesa: ti visitano, ti dicono quali sono i “materiali” necessari per le tue cure, tu fai la coda, paghi “i materiali” e torni dal medico con il tuo sacchettino con garze, guanti, siringhe, medicinali…. Per farti operare! Pensate che una semplice operazione come l’appendicite costa un po’ più di 1000 soles, dunque per la gente comune incappare in una malattia è come cadere in un baratro. I vaccini per i bambini (antidifterica, antitetano, antipolio…) sono gratuiti, ma hanno molti effetti collaterali quelli più sicuri li paghi: è così che smaltiamo tutto ciò che noi ricchi non utilizziamo più, così facendo lo “smaltimento” dei nostri “rifiuti” diventa puro guadagno (lo stesso vale per le macchine e i camion che circolano su queste strade: sono tutte le nostre rottamazioni degli ultimi 50 anni, vera e propria archeologia su ruote!). Nessuno parli più di sanità privata per favore!

Commercio: Lungo le strade si susseguono le inferriate dei negozi: vere e proprie prigioni in cui i titolari si recludono per evitare furti (le cose che ti servono te le passano attraverso le sbarre); garage adibiti a negozi, stipati di merci che ci può entrare una sola persona per volta lungo uno strettissimo corridoio che si apre tra la mercanzia; i mercati dove vendono di tutto dove i polli te li ammazzano sul momento per farti vedere che erano freschi, dove i formaggi sono all’aperto e ogni cosa è a portata di mano di mosche e persone che passano, toccano, assaggiano e se ne vanno. In un luogo come questo hanno da poco aperto un grande supermercato (modello occidentale) con scaffali pieni di ogni cosa, pavimenti con piastrelle… ma uno dei nostri ragazzi ci ha detto per cosa veramente è apprezzabile: il bagno, visto che a casa sua non ce l’ha!

Religione: in America Latina, dopo i conquistadores di 500 anni fa, sono sbarcati gli evangelici che, oggi, detengono il monopolio. Le loro scritte dominano le strade (insegne pubblicitarie, taxi…), sono una vera potenza economica che cerca di convincere la povera gente ad accettare la propria condizione di indigenza come se fosse una sorta di giudizio divino a cui non si può rimediare. C’è chi si inventa una chiesa, una setta, si proclama il messia e riesce a campare di questo. Per il resto, la religione è fatta di preghiera semplici, quotidiane, proprio come quelle dei “nonni”.

Scuola: tendenzialmente non interessa né a studenti né a insegnanti. Rigorosamente privata e organizzata come una caserma: tutti i bambini sono tenuti ad avere l’uniforme (quelli che non se la possono permettere semplicemente non ci vanno, aspettando l’anno giusto in cui la famiglia gli potrà comprare il “completino”!), dove ogni mattina si canta l’inno nazionale con l’alzabandiera… È un parcheggio in cui vai al mattino o al pomeriggio; spesso però ci sono delle vacanze, un esempio: a giugno c’era il Corpu Christi in cattedrale (prove di balletti, sfilate…), poi il “giorno del papà”, un’altra settimana di preparazione per la festa (ancora balletti!)… risultato nei primi sei anni di primaria c’è il maggior numero di abbandoni e chi finisce ha una preparazione moooolto di base e lacunosa.

E così ci tornano a mente le parole di Gino Strada per l’Afghanistan: se volete aiutare questo paese e la sua gente, invece di mandare qui 1000 soldati mandateci 1000 volontari! Per questo Perù potremmo dire che oltre all’aiuto del cibo (“Fate bene e presto perché si muore”!) e dei volontari, dovrebbe arrivare qui un esercito di educatori disposti a lavorare con le persone, per ri-pensare la scuola e provare a vincere questa cultura politica disumanizzante che vuole il popolo condannato all’ignoranza. Un’azione educativa potente che renda le persone coscienti, capaci di smascherare i miti e camminare libere e, forse, un po’ più felici.

Altre cose, se faremo in tempo, nelle prossime puntate!

Su Facebook abbiamo messo altre foto! 

Una foto mai scattata:

Sabato scorso abbiamo chiesto ai nostri ragazzi un momento di riflessione per fermarsi a pensare alle cose che hanno vissuto e che vivono, solo perché se ne accorgessero. Gli abbiamo chiesto di provare a ricordare le persone, i luoghi, gli eventi importanti che hanno condizionato la loro vita e di segnarli lungo una linea tracciata sul foglio (“la linea della vita”). Bene, nel deserto di Tangai sembrava fossero spuntate piante di basilico fresco, potevamo sentirne il profumo… ti rendi conto così di come sia facile dargli delle possibilità per crescere, per diventare più consapevoli della loro vita.

Domani andremo con i ragazzi a lavorare per ricostruire parte delle case di due famiglie molto povere di un quartiere qui vicino (le loro storie sono particolarmente dolorose per noi “gringos”, ma per chi si è ormai assuefatto sono storie di ordinaria povertà). Domenica, invece, partiremo per la sierra (9 ore di carro) per fare anche noi tre giornate di riflessione, al ritorno – se sopravviviamo al viaggio – vi racconteremo!

Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil:
:silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P
:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 



Ricevi HTML?

Abbiamo 7 guests online
Login Utente
In Primo Piano
LOTTERIA FESTA DI SANT'ANTONIO

Numeri vincenti:
4220-5199-4768-4276-
5461-4070-5211-5075-
5216-4770-4054-5208-
5015-4441-5338-4689-
5403-4080-4215-5284-
4628-4702-4313-4993


Prossimi appuntamenti
sab set 11 | 09:45 - 17:00 ritiro parrocchiale
Appuntamenti PG
Commenti