Carissimi, ci fa piacere leggere le vostre mail che ci riportano per un momento al di là dell’oceano, e mentre vi leggiamo immaginiamo i vostri volti, la vostra voce e vi sentiamo vicini: che bello!
Noi stiamo bene a parte un po’ di mal di pancia che passa da carlotta a davide a cecilia a giulia…un giorno ciascuno…ci stiamo ancora ambientando! Qui il clima è mite, c’è sempre il sole: il sole sorge alle 6.30 e tramonta alle 18.30, ci saranno 25 gradi, al mattino e alla sera ci vuole la felpa. Lo scorso fine settimana davide e andrea sono andati a jangas ad accogliere i ragazzi italiani che vengono in missione per 6 mesi, smistati nelle varie missioni presenti in peru’, brasile, equador,bolivia. Sono tornati martedì sera con 4 ragazze che sono rimaste da noi un paio di giorni prima di raggiungere la loro destinazione finale: una in brasile, una in equador e le altre in peru’. Così ci sono arrivate un po’ di notizie dall’italia e un pacchetto di cioccolata mandata dai nonni (slurp). Mercoledì coi bimbi abbiamo fatto la pizza: erano felicissimi. Giovedì è il giorno dell’allenamento di calcio per i maschi e allora io, carlotta, giulia e francesco siamo andati in parrocchia dove ci sono le ragazze e abbiamo fatto una partita a pallavolo, italia-perù e ci siamo divertite! Oggi è sabato ed è il giorno che si va a Tangai: lì troviamo filari di maracuja di cui i bambini (anche i nostri) vanno matti, infatti la prima cosa che fanno appena arrivati è correre a raccogliere quelli caduti, quelli che non vengono mangiati li portiamo a casa e facciamo il succo, frullando la polpa e aggiungendo acqua e zucchero. Carlotta e giulia dicono che ne metteremo un po’ in valigia quando torneremo in italia.
Venerdì sera davide aveva un po’ di mal di pancia e allora sono andata io con andrea e i volontari a portare il cibo in centro. Lo distribuiamo alle 11 di notte perché i bambini più poveri sono quelli che a quell’ora sono ancora in giro. Appena arrivati col pullmino qualcuno si ferma a parlare con quelli che già ci aspettano al solito marciapiede, qualcun altro fa il giro del quartiere a chiamare i ragazzini. Ieri c’erano 27 bambini e una ventina di adulti. La maggior parte di loro li conosciamo perché ci sono tutti i venerdì, poi c’è sempre qualcuno di passaggio.
Ci chiamano hermano e hermanita…
Ai ragazzi più grandi che vengono qui a fare scuola e due giorni alla settimana fanno dei lavoretti, una volta al mese diamo "il pago": ieri abbiamo dato l’equivalente di 50 soles in cibo che arriva dall’italia (pasta, riso, zucchero, olio, tonno, piselli…) che loro portano alle loro famiglie.
cosi' continuiamo a lavorare giorno dopo giorno in questa citta' che, come ci ha scritto un amico, ricoperta dal "letame" ogni giorno fa spuntare qualche fiore di speranza!
un abbraccio a tutti!
alessandra davide carlotta giulia francesco e cecilia
Noi stiamo bene a parte un po’ di mal di pancia che passa da carlotta a davide a cecilia a giulia…un giorno ciascuno…ci stiamo ancora ambientando! Qui il clima è mite, c’è sempre il sole: il sole sorge alle 6.30 e tramonta alle 18.30, ci saranno 25 gradi, al mattino e alla sera ci vuole la felpa. Lo scorso fine settimana davide e andrea sono andati a jangas ad accogliere i ragazzi italiani che vengono in missione per 6 mesi, smistati nelle varie missioni presenti in peru’, brasile, equador,bolivia. Sono tornati martedì sera con 4 ragazze che sono rimaste da noi un paio di giorni prima di raggiungere la loro destinazione finale: una in brasile, una in equador e le altre in peru’. Così ci sono arrivate un po’ di notizie dall’italia e un pacchetto di cioccolata mandata dai nonni (slurp). Mercoledì coi bimbi abbiamo fatto la pizza: erano felicissimi. Giovedì è il giorno dell’allenamento di calcio per i maschi e allora io, carlotta, giulia e francesco siamo andati in parrocchia dove ci sono le ragazze e abbiamo fatto una partita a pallavolo, italia-perù e ci siamo divertite! Oggi è sabato ed è il giorno che si va a Tangai: lì troviamo filari di maracuja di cui i bambini (anche i nostri) vanno matti, infatti la prima cosa che fanno appena arrivati è correre a raccogliere quelli caduti, quelli che non vengono mangiati li portiamo a casa e facciamo il succo, frullando la polpa e aggiungendo acqua e zucchero. Carlotta e giulia dicono che ne metteremo un po’ in valigia quando torneremo in italia.
Venerdì sera davide aveva un po’ di mal di pancia e allora sono andata io con andrea e i volontari a portare il cibo in centro. Lo distribuiamo alle 11 di notte perché i bambini più poveri sono quelli che a quell’ora sono ancora in giro. Appena arrivati col pullmino qualcuno si ferma a parlare con quelli che già ci aspettano al solito marciapiede, qualcun altro fa il giro del quartiere a chiamare i ragazzini. Ieri c’erano 27 bambini e una ventina di adulti. La maggior parte di loro li conosciamo perché ci sono tutti i venerdì, poi c’è sempre qualcuno di passaggio.
Ci chiamano hermano e hermanita…
Ai ragazzi più grandi che vengono qui a fare scuola e due giorni alla settimana fanno dei lavoretti, una volta al mese diamo "il pago": ieri abbiamo dato l’equivalente di 50 soles in cibo che arriva dall’italia (pasta, riso, zucchero, olio, tonno, piselli…) che loro portano alle loro famiglie.
cosi' continuiamo a lavorare giorno dopo giorno in questa citta' che, come ci ha scritto un amico, ricoperta dal "letame" ogni giorno fa spuntare qualche fiore di speranza!
un abbraccio a tutti!
alessandra davide carlotta giulia francesco e cecilia
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sono stati tre giorni molto belli. da...
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