Eccovi i video dei tre giorni di chiaccherate con padre Mario Airoldi

 

GIORNATA DEL 5 GENNAIO

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GIORNATA DEL 6 GENNAIO

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GIORNATA DEL 7 GENNAIO

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don gallo Davvero numerosi i novaresi, giovani ma non solo, che hanno partecipato, lo scorso 10 gennaio, presso la libreria Melbook Store in corso Italia, al primo incontro dell’edizione 2012 della rassegna “M.E.L. Musica e Lettura”: protagonista della serata è stato il sacerdote salesiano don Andrea Gallo, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova, da sempre vicino ai più poveri e agli emarginati, ed amico di molti artisti, uno per tutti Fabrizio De Andrè. L’appuntamento, moderato dal giornalista novarese Roberto Conti, è stato non solo l’occasione di presentare “E io continuo a camminare con gli ultimi”, racconto biografico scritto a quattro mani con Federico Traversa, pubblicato dalla casa editrice Chinaski nel 2011, ed ideale proseguimento di “Io cammino con gli ultimi” del 2007, ma soprattutto un momento di incontro e di confronto con il pubblico presente.

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Sono stati quasi ottanta gli ospiti che il giorno di Natale hanno partecipato al pranzo organizzato al Villaggio Emmaus, presso l’ex campo Tav di via Alberto da Giussano, a cura della Caritas e della Cooperativa Emmaus con la preziosa collaborazione di una quindicina di volontari della parrocchia di Sant’Antonio, nel cui territorio è collocata la struttura di accoglienza.
I saluti iniziali che il sindaco Ballarè e l’assessore Ferrari hanno rivolto ai nuclei familiari e ai singles presenti sono stati completati dalla presenza del parroco don Giovanni Zara, che ha rivestito i panni di Babbo Natale portando bellissimi regali per i bambini. «Il pranzo – ha illustrato don Dino Campiotti – è stato preparato dalla ditta Kuma e si è svolto nella cordialità e nella serenità come si conviene ad un pranzo natalizio ed i numerosi bambini hanno contribuito ad allontanare anche le eventuali malinconie che sorgono in circostanze simili».

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presentazione affresco “Dall’Annunciazione alla nascita”: questo il tema della veglia che, come consueto, ha preceduto la Messa di mezzanotte presso la parrocchia di Sant’Antonio. «Quest’anno abbiamo voluto dedicare il momento di riflessione prima della celebrazione – ha spiegato il parroco don Giovanni Zara – al tema dell’Annunciazione, sia perché il Natale è il compimento del messaggio dell’arcangelo Gabriele alla vergine Maria, sia perché abbiamo scelto questa occasione per presentare l’affresco quattrocentesco della “Vergine Annunciata” che nei prossimi mesi sarà esposto stabilmente in chiesa».
«Quest’opera d’arte – ha proseguito don Zara – è molto importante per la storia del nostro territorio, soprattutto dal punto di vista devozionale, ma anche storico artistico. Tutto è partito nel 2007, quando il gruppo di lavoro impegnato nella redazione del libro sulla storia della nostra parrocchia, pubblicato nel 2008 in occasione del 50° anniversario della sua fondazione, ha riscoperto alcune testimonianze che si pensavano ormai perdute, tra cui questa immagine sacra.

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«Quest’anno il tema del presepe è quello dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che ci ha accompagnato per tutto il 2011» spiega Valeria Penzo, che ormai da anni si occupa dell’ideazione e della realizzazione dei presepi della parrocchia di Sant’Antonio, la cui caratteristica è l’attualizzazione del messaggio della Natività attraverso modalità non scontate. Come consueto, i materiali con cui è costruito sono naturali, come legno e gesso, stoffa e cartapesta. «La base del presepe – racconta la signora Penzo – è un telo azzurro con le stelle che rappresenta il cielo e richiama sia la bandiera dell’Europa, ma anche la figura dell’Immacolata. Al di sopra, disposta verticalmente sui gradini che portano all’altare, ad accompagnare il percorso verso la Natività, che è al centro, c’è la bandiera dell’Italia, su cui è stato allestito il presepe vero e proprio».

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Grazie alle offerte raccolte in occasione della cena di solidarietà dello scorso novembre, per il “Progetto Salvagente”, Mani Operose ha preparato e distribuito i dono ai bambini delle famiglie che si rivolgono al Centro di Ascolto dell’associazione.
Come hanno dichiarato le volontarie, «abbiamo voluto portare un piccolo segno, un piccolo gesto che vuole regalare, insieme al sostegno alle famiglie, anche un sorriso a bambini che vedono spesso tristezza e preoccupazione sul volto dei loro genitori».
 
La base del presepe è un telo azzurro decorato con dodici stelle dorate, che richiama la bandiera dell’Europa, il cui significato si ritrova nel brano dell’Apocalisse di Giovanni che descrive l’Immacolata: «Poi un gran segno apparve nel cielo: una Donna rivestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle» (Apoc. 12, 1).

Al di sopra, disposta sui gradini che portano all’altare, ad accompagnare il percorso verso la Natività posta al centro del livello più alto, c’è la bandiera dell’Italia, come richiamo all’anniversario dei 150 anni dell’Unità del nostro paese.

Dal punto di vista simbolico, i colori della bandiera italiana rappresentano le tre virtù teologali: il primo gradino, di colore verde, presenta a sinistra i pastori in viaggio verso la grotta e Melchiorre, il re Magio che porta l’oro, tradizionalmente simbolo di regalità che indica la speranza.

Sul secondo gradino, bianco, accanto alle capanne del villaggio di Betlemme, c’è Baldassarre, il Magio che porta l’incenso, simbolo di divinità che rappresenta la fede.

Il Magio Gaspare, che porta la mirra, simbolo di eternità a indicare la carità e la compassione, è sul gradino più alto, rosso, vicino a Gesù Bambino, disposto sulla paglia accanto alla Madonna e a San Giuseppe, nella grotta con l’asino e il bue.

Tra le particolarità della composizione c’è un ponte, le cui sponde sono l’una sulla parte verde e l’altra su quella bianca della bandiera italiana per ricordare che ciò che è stato unito con il sacrificio di molti patrioti non può – e non deve – essere diviso.

E che sia davvero un Natale di fede, speranza e carità per tutti noi.
 
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